Peter Pitzinger

Capo del “Landesstelle für Sektenfragen”,

 Ufficio del governo regionale della Bassa Austria (AT)

 

OSSERVAZIONE DEI GRUPPI RELIGIOSI DA PARTE DELLO STATO E LIBERTÁ RELIGIOSE

Presentazione del modello austriaco

 

Gentili Signore e Signori,

 

Grazie per la possibilità che mi avete offerto di contribuire al convegno annuale della FECRIS con il mio breve intervento sul conflitto tra osservazione dei gruppi religiosi da parte dello Stato e Libertà Religiose.

 

Permettete innanzitutto che mi presenti: sono un giurista e da oltre 20 anni lavoro in quei campi della politica che si occupano di questioni familiari. Dal 1993 sono a capo della sezione responsabile delle materie relative alla famiglia del governo regionale della Bassa Austria, competente tra le altre cose per la famiglia e l’assistenza infantile. La Bassa Austria è la regione più estesa del paese. Fin dall’inizio del mio mandato mi sono dovuto confrontare con il problema dei danni che le sette provocano alle famiglie, e il governo della Bassa Austria ha organizzato conferenze per fornire informazioni in merito. Nel 1997 è stata creata una piccola sezione distaccata, la “Landesstelle für Sektenfragen” (ufficio regionale per le questioni settarie) di cui sono a capo, tra le mie altre funzioni.

 

Il mio intervento oggi verterà sulle basi costituzionali, sui pericoli che scaturiscono dalle sette, sulla questione di che cosa è la religione e sulle organizzazioni autorizzate a osservare i gruppi religiosi. Credo sia importante trattare queste materie anche dal punto di vista delle libertà religiose, poiché molto spesso la libertà religiosa viene abusata dai gruppi problematici e dalle sette.

 

La libertà di credenza, coscienza e confessione, oltre al diritto di praticare la religione, ha in Austria una grande tradizione. Tali diritti furono sanciti per la prima volta già dalla Costituzione del 1867, ancora in uso. Dopo la Prima Guerra Mondiale il trattato di St. Germain pose i diritti di base per la pratica pubblica della religione. Ma la fonte principale della libertà religiosa è la Convenzione Europea sui Diritti Umani (ECHR), che dal 1964 viene applicata alla Costituzione austriaca. Sicuramente conoscete l’Articolo 9 della ECHR che garantisce libertà di pensiero, coscienza e religione. In quel testo vengono elencati anche diversi tipi di funzioni, ad esempio il servizio divino, l’educazione e le abitudini religiose. Naturalmente tali libertà non sono illimitate. I limiti possono essere posti dalle leggi che, nelle società democratiche, sono essenziali per proteggere la pubblica sicurezza, l’ordine pubblico, la moralità, i diritti e le libertà altrui, punti recentemente indicati dalla Raccomandazione 1804 del Consiglio d’Europa, 29 giugno 2007.

 

In Austria per i gruppi religiosi sono previste tre possibilità di costituirsi come comunità: come “chiesa riconosciuta e società religiosa”, come “comunità confessionale religiosa registrata” o come normale associazione. Essere riconosciuti come chiesa garantisce vantaggi come ad esempio il riconoscimento in quanto ente di diritto pubblico con diversi privilegi: esenzione fiscale, spazi per trasmettere su radio e televisione pubblica, diritto ad aprire scuole, ad avere insegnanti di religione nelle scuole pubbliche ecc.

 

Attualmente in Austria sono riconosciute 13 chiese e società religiose:

·                    Chiesa Cattolica Romana

·                    Chiesa Protestante (Luterana e Riformata)

·                    Antica Chiesa Cattolica

·                    Chiesa Ortodossa Siriana

·                    Società Religiosa di Israele

·                    Islam

·                    Chiesa Metodista d’Austria

·                    Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni)

·                    Chiesa Orientale Greca

·                    Chiesa Apostolica Armena

·                    Nuova Chiesa Apostolica d’Austria

·                    Società Religiosa Buddista Austriaca

·                    Chiesa Copto-Ortodossa

 

Ci tengo a sottolineare che l’Islam è riconosciuto fin dai tempi della monarchia (1912). Il riconoscimento del 1955 dei Mormoni fu ovviamente un regalo di addio agli americani e ai pacchi dono inviati dallo Stato Americano dello Utah durante l’occupazione seguita alla Seconda Guerra Mondiale.

 

Naturalmente questa posizione legale è attraente, perciò anche altre comunità vorrebbero ottenere tale status. Dopo molti anni di discussione con la Corte Costituzionale austriaca, i Testimoni di Geova erano prossimi all’ottenimento del riconoscimento. Il legislatore reagì e nel 1998 creò un ulteriore ostacolo, cioè la forma legale di “comunità confessionale religiosa” come ente di diritto pubblico. Ora esistono dei pre-requisiti concreti da soddisfare. Alcune associazioni problematiche come Scientology e Sahaja Yoga non sono state in grado di conformarsi alle richieste ed hanno dovuto ritirare la domanda. Per questi gruppi si può applicare la forma legale di associazione.

 

Quali sono dunque gli ostacoli previsti? Le domande devono dimostrare l’esistenza di almeno 300 membri e devono fornire informazioni circa la dottrina, gli statuti e i modi di finanziamento. Tuttavia i motivi del rifiuto sono molto importanti poiché ci conducono direttamente al problema settario.

 

Quando richiesto, lo status legale deve essere rifiutato in merito alla dottrina o sua applicazione per la protezione degli interessi di pubblica sicurezza, di ordine pubblico, di salute e moralità o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui, interessi normali in una società democratica specialmente nel caso di attività illegali e punibili, nel caso di ostacoli allo sviluppo psicologico dei giovani, di violazione all’integrità psicologica e all’applicazione di metodi psicoterapeutici, specialmente quando si tratta di pratiche di conversione.

 

Noterete che sono stati accuratamente applicati gli ostacoli previsti dall’Articolo 9 della ECHR. Se le comunità religiose soddisfano le condizioni richieste ottengono dallo Stato un “sigillo di qualità”. Le 10 comunità religiose sotto elencate sono state frattanto registrate:

 

·                    Società Religiosa Baha‘i Austria

·                    Federazione delle comunità Battiste in Austria

·                    Federazione delle Comunità Evangeliche in Austria

·                    Comunità Cristiana – movimento di rinnovamento religioso

·                    Comunità Libera Cristiana/comunità Pentecostale

·                    Testimoni di Geova

·                    Chiesa Avventista del Settimo Giorno

·                    Società Religiosa Indù

·                    Libera Chiesa Mennonita Austria

·                    Comunità Pentecostale di Dio in Austria

 

Se questi gruppi vogliono ora essere riconosciuti dovranno soddisfare ulteriori pre-requisiti ad esempio un numero minimo di aderenti (2 per mille della popolazione austriaca), esistenza da almeno dieci anni come comunità confessionale e un “atteggiamento di base positivo verso la società e lo Stato”. Questo particolare punto dell’atteggiamento positivo fondamentale è cruciale, poiché nel giro di poche settimane ai Testimoni di Geova verrà concesso di fare domanda di riconoscimento, visto che hanno il numero minimo di aderenti richiesto e sono una comunità religiosa dal 1998.

 

Vediamo ora come in base a questi regolamenti si separi il grano dalla paglia. Molti gruppi si fermano già al primo ostacolo, ad esempio Scientology e gruppi minori di background induista  (“sette” classiche e “religioni giovanili”). Alcune altre possono cadere al secondo ostacolo.

 

Ma in che modo l’autorità per i culti può decidere se l’atteggiamento verso la società e lo Stato è fondamentalmente positivo e se i mezzi finanziari vengono usati soltanto per scopo religioso? L’autorità può giudicare soltanto se possiede informazioni sui vari gruppi. Tuttavia le informazioni richiedono osservazione. L’osservazione può essere condotta da autorità pubbliche ma anche da uffici di informazione sui culti sia ecclesiastici che privati. Secondo la nostra Corte Costituzionale, le comunità religiose devono accettare tale osservazione riguardo a fatti pericolosi. Solo le chiese riconosciute e le società religiose hanno la propria amministrazione e autonomia interna.

 

Il Nationalrat austriaco [la prima Camera del Parlamento] ha optato diverse volte per una maggior informazione e opera educativa sui pericoli delle sette. Infine nel 1998, risultato di quegli sforzi, è stata promulgata una legge per la creazione del Bundesstelle für Sektenfragen [ufficio federale per le questioni settarie]. Il motivo per la  creazione per legge non era l’osservazione dei requisiti legali fondamentali dell’ECHR. Le chiese riconosciute non vengono toccate da questa legge, vale a dire che non saranno osservate.

 

Il compito dell’ufficio federale per le questioni di culto è documentare e informare sui pericoli che possono scaturire dalle sette o da attività settarie. Lo si fa raccogliendo informazioni, consultando le persone interessate, cooperando con altri uffici e con progetti di ricerca.

 

Questi pericoli possono minacciare:

1.                  la vita o la salute fisica e psicologica delle persone,

2.                  il libero sviluppo della personalità umana, compreso il libero accesso e l’uscita da comunità religiose o ideologiche,

3.                  l’integrità della vita familiare,

4.                  la proprietà o l’autonomia finanziaria delle persone, o

5.                  il libero sviluppo spirituale e fisico di fanciulli e giovani.

 

E qui c’è anche una buona definizione del concetto di “setta”.

 

Le sette sono comunità o attività religiose o ideologiche da cui possono scaturire i pericoli citati. È importante notare che non sono cruciali soltanto le attività di “fede”, ma dietro ai pericoli possono esistere altre motivazioni, per esempio obiettivi politici o economici. In ogni caso deve essere prestata attenzione al fatto che lo Stato ha possibilità di intervento anche nel campo della protezione del consumatore e, naturalmente, del codice penale.

 

Nel suo recente rapporto annuale del 2005 l’ufficio federale per le questioni di culto ha riportato il numero di 1800 indagini, relative ad oltre 300 gruppi. Gran parte delle indagini riguardavano Scientology, seguite dal gruppo neo-indù Sahaja Yoga. Molti conflitti scaturiscono poi dall’espansione del mercato esoterico.

 

Il mio ufficio, cioè l’ufficio regionale della Bassa Austria per le questioni di culto, era già stato istituito nel 1997 ed ha il compito di produrre e coordinare informazioni e prevenzione contro sette ed essoterismi. Anche le regioni di Alta Austria, Tirolo e Stiria hanno uffici di questo tipo, o forniscono sostegno a tali istituzioni. Tutte le diocesi delle chiese Cattolica e Protestante d’Austria hanno autorizzato rappresentanti o enti speciali. Ma un lavoro notevole viene svolto anche dalle associazioni indipendenti, e vorrei citare innanzitutto la Gesellschaft gegen Sekten- und Kultgefahren [associazione contro i pericoli di sette e culti] di Vienna, in cui opera in posizione dirigenziale il Presidente della FECRIS, Sig. Friedrich Griess. Infine esistono anche consultori familiari con speciale enfasi sulle sette.

 

Un importante riferimento alla prassi: nel lavoro quotidiano gli uffici pubblici non incontrano particolari difficoltà visto che la prassi di alcuni gruppi di querelare uffici o i loro dipendenti non funziona con gli uffici pubblici, poiché la legge austriaca sulla responsabilità non prevede responsabilità personale dei dipendenti, salvo che non siano colpevoli o negligenti.

 

I campi di conflitto[1] sono molteplici e se parlo di “gruppi religiosi” allora sorge la domanda se tutti i gruppi che affermano di essere religiosi in realtà lo sono. Anche un’impresa commerciale che vende “prodotti spirituali” può far riferimento alla “libertà religiosa”? Innanzitutto dobbiamo esaminare i campi del conflitto economico. Le “religioni giovanili” degli anni ’70 si sono trasformate in “religioni della crisi della mezz’età” orientate al mercato.  La domanda spirituale che le chiese non possono o non vogliono soddisfare crea una offerta di mercato. E in questo caso dobbiamo prestare attenzione speciale alla protezione del consumatore e al fatto che l’offerta commerciale trae vantaggio concorrenziale scivolando impropriamente nella forma legale di comunità religiosa.

 

Il secondo campo di conflitti è di natura politica. Se una organizzazione ha come scopo principale modificare la legge o la forma di governo esistente, allora lo scopo politico è dominante e quel gruppo dovrebbe costituirsi come partito politico.

 

Il terzo campo di conflitto è di natura medica e psicologica. Non è necessario che vi spieghi nel dettaglio come alcune offerte e mondi ideali possono rappresentare un pericolo per la salute e la vita personale. Tale pericolo è stato particolarmente preso in considerazione dalle summenzionate ragioni per rifiutare lo status di comunità confessionale.

 

Che cos’è una “religione“? Il concetto di “religione” non è fissato dalla legge. In modo simile al concetto di “arte”, non è possibile darne una esatta definizione legale. Nel materiale parlamentare la religione viene definita come una “struttura di convinzioni cresciuta storicamente con contenuti presentabili, che spiega l’umanità e il mondo nelle loro relazioni trascendenti, ed è accompagnata da rituali, simboli e orientamenti di azione specifici che corrispondono agli insegnamenti fondamentali”.  L’espressione “struttura cresciuta storicamente” non è molto utile in riferimento ai nuovi movimenti religiosi che non possono attingere a una tradizione del passato. Ma lo Stato deve avere la possibilità di identificare una comunità religiosa e di limitare al meglio le sue attività nella sua area. In letteratura, una comunità religiosa (o ideologica) viene definita come ogni unione di persone che cercano di comprendere il sistema cosmico in modo universale, di riconoscere e valutare la posizione dell’uomo nel mondo da questa visione globale, e che globalmente desiderano testimoniare la loro convinzione in base ad essa. Che tale concezione si basi o meno su una fede personale in Dio, esiste comunque una relazione trascendentale ed è perciò “religione”; se manca la relazione trascendentale allora si tratta di una “visione del mondo non religiosa”.

 

La Corte Costituzionale tedesca stabilisce che l’affermazione e l’auto percezione (definizione) di una comunità non è in sé sufficiente. Al contrario, i contenuti spirituali e l’apparenza esterna devono essere adeguati per una comunità religiosa. Evidentemente le corti austriache sono più naif. Da noi può accadere che, per esempio in riferimento a Scientology, le autorità pubbliche e le corti si basino principalmente sulle auto-presentazioni e sulle opinioni esperte commissionate allo scopo. E vediamo di nuovo quanto è importante la funzione di osservatori e di documentatori al fine di ottenere rapporti e perizie veramente oggettivi. Anche in caso di conflitto per la custodia di minori – oggi un problema veramente attuale in Austria poiché quasi un matrimonio su due finisce in divorzio – sfortunatamente per addivenire a una decisione viene utilizzato soltanto il materiale propagandistico dei gruppi.

 

La giurisprudenza statunitense[2]  ha adottato tre elementi per caratterizzare la convinzione religiosa: escatologia, conseguenze extra-temporali e realtà trascendente. In Austria abbiamo poca giurisprudenza. Essenziale per le religioni è comunque il fine di influenzare globalmente e modellare l’intera vita dei propri membri. In precedenza era essenziale anche la fede in Dio, ma dal 1983, quando è stata riconosciuta la Società Religiosa Buddista, questo punto è stato abbandonato.

 

Riassumendo, posso dire che:

In Austria l’osservazione dei gruppi religiosi da parte dello Stato si basa su un fondamento di diritto e legalità.

 

Poiché tali attività informative sono neutrali e oggettive, queste istituzioni non solo sono legali, ma addirittura obbligatorie per lo Stato e la società. Siccome è indubbio che esistono anche gruppi religiosi che mettono in pericolo la salute fisica o psicologica delle persone, il libero sviluppo della personalità umana, l’integrità della vita familiare, della proprietà o l’autonomia finanziaria delle persone, o il libero sviluppo spirituale e fisico di fanciulli e giovani, tali istituzioni di monitoraggio sono in realtà al servizio della libertà religiosa, perché aiutano a portare all’attenzione o a prevenire gli abusi di questo importante diritto fondamentale. Affinché i pubblici uffici accertino il potenziale di pericolo sono molto importanti anche le informazioni provenienti da fonti non pubbliche (associazioni, chiese). Pertanto anche gli enti privati di assistenza e ricerca sulle sette contribuiscono a proteggere la libertà religiosa.

 



[1] L’elenco dei campi di conflitto è tratto dalla perizia di Potz & Schinkele, “Die "Scientology-Kirche Österreich" - die Voraussetzungen für den Erwerb der Rechtspersönlichkeit als eingetragene religiöse Bekenntnisgemeinschaft, öarr 1999, 206-251, [“La Chiesa di Scientology Austria” - le precondizioni per ottenere personalità legale come comunità confessionale religiosa registrata]

[2] Stati Uniti contro Seeger