Sig.ra Annelise Oeschger

Presidente della Conferenza OING presso il Consiglio d’Europa

 

Le OING[1] e il Consiglio d’Europa: una relazione appassionata per un’Europa più umana e più giusta

 

Grazie Signor Presidente e grazie alla FECRIS per avermi invitata qui oggi.

 

Come sapete, sono la Presidente della Conferenza OING (Organizzazioni Internazionali Non Governative) presso il Consiglio d’Europa e, dal luglio scorso, la FECRIS è una delle quasi 400 OING con status partecipativo al Consiglio d’Europa. Se capisco bene, uno degli obiettivi del vostro convegno è riflettere su come tale status partecipativo possa essere utile alla FECRIS. Al fine di contribuire a questa discussione, vi illustrerò brevemente come la FECRIS e la Conferenza OING si collocano nell’ambito generale del Consiglio d’Europa.

 

Il Consiglio d’Europa ha sede a Strasburgo e non è una istituzione dell’Unione Europea. Attualmente ha 46 Stati membri: l’unico paese europeo ancora assente è la Bielorussia, e questo è il motivo per cui dovrò salutarvi tra un’ora. Mi spiace molto, ma fortunatamente ho avuto la possibilità di discutere con alcuni di voi ieri sera per meglio comprendere la vostra lotta.

 

Devo andarmene perché oggi e domani a Varsavia si terrà un Congresso Regionale delle OING con la partecipazione delle OING polacche, ma anche delle associazioni di Ucraina, Russia e Bielorussia. Ed è particolarmente importante che la Conferenza OING si tenga con persone che, come voi, sono fonte di significative discussioni future. Perciò vi prego di scusarmi se dovrò andarmene, ma Daniele Muller, che rappresenta la FECRIS al Consiglio d’Europa, mi terrà aggiornata sull’evoluzione corrente del vostro lavoro.

 

Il Consiglio d’Europa è stato fondato nel 1949, ed è significativo! Fu fondato per costruire un’Europa giusta, umana e collaborativa e fin dall’inizio i fondatori avevano in mente un’Europa più ampia. I suoi scopi principali sono promuovere i Diritti Umani, la democrazia e lo Stato di diritto. Lo Stato di diritto è ovviamente cruciale per la vostra lotta.

 

Il Consiglio d’Europa, come organizzazione intergovernativa, è diretto dal comitato dei Ministri. Tutti i 46 Stati membri hanno un Rappresentante Permanente al Consiglio d’Europa e sono questi rappresentanti permanenti che, in quanto delegati dai ministri, prendono le decisioni principali.

 

Vi è poi l’Assemblea parlamentare: non è composta di rappresentanti eletti specificamente per questo compito, come nel caso del Parlamento Europeo, ma l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa è composta di membri nazionali selezionati allo scopo dai loro omologhi nazionali. Per ognuno dei 21 paesi qui rappresentati vi sono membri nazionali del Parlamento che potete avvicinare nelle vostre capitali e provincie per avere attenzione e spiegare loro i motivi della vostra lotta. Li potete informare in modo che essi possano discutere i vostri obiettivi con gli altri membri del Parlamento delle diverse nazioni rappresentate nel Consiglio d’Europa. Questi parlamentari si incontrano a Strasburgo per un’intera settimana quattro volte l’anno. Si tratta di una vera occasione per creare alleanze ed è importante che vi prepariate a livello nazionale. Naturalmente da parte nostra facciamo quello che possiamo, ma voi siete più adatti di noi a parlare ai vostri membri del Parlamento in quanto conoscete la loro sensibilità, e quanto sta accadendo nel vostro paese.

 

Vi è poi un terzo pilastro del Consiglio d’Europa ed è il Congresso di autorità locali e regionali, composto dai Sindaci, dai Borgomastri e dai Presidenti delle varie aree e città d’Europa. È una riunione interessante poiché è in quella sede che i rappresentanti eletti incontrano chi di solito conosce bene i problemi e le aspirazioni delle popolazioni che essi rappresentano. Ovviamente sarebbe una grossa mancanza se quelle componenti  più vicine ai cittadini e alle loro esperienze non fossero rappresentati, ed è per questo motivo che fin dal 1952 il Consiglio d’Europa da dato alle OING (Organizzazioni Internazionali Non Governative) il potere consultivo.

 

Nel 1952 nessuno parlava ancora di società civile, ma i fondatori erano del tutto convinti che fosse necessario che le voci provenienti direttamente dalla “gente comune”, come veniva chiamata, potessero essere ascoltate da tutti e che si potessero prendere particolari decisioni. Io stessa rappresento una OING al Consiglio d’Europa, il Movimento Internazionale ATD Quarto Mondo. Le 400 OING che hanno ottenuto lo status partecipativo costituiscono la Conferenza OING, con un organismo eletto che si chiama “Ufficio di Collegamento OING”. Da due anni presiedo questa Conferenza delle OING e per me è importante conoscere OING come la vostra in modo da poter rappresentare meglio l’impegno di tutti.

 

Nel 2003 lo status consultivo è stato trasformato in status partecipativo perché la Commissione dei Ministri ha ben compreso che le OING svolgono un lavoro significativo per il Consiglio d’Europa. Perciò la nostra importanza è accresciuta e dallo scorso dicembre la Conferenza OING occupa un  posto all’interno delle commissioni governative che preparano in particolare gli strumenti legali del Consiglio d’Europa, allo stesso livello dell’Assemblea parlamentare e del Congresso delle autorità locali e regionali. Pertanto il Consiglio d’Europa è l’unica istituzione internazionale al mondo in cui le OING sono incontestabilmente parte attiva, non c’è bisogno di lanciare pomodori contro le finestre ma si partecipa dall’interno, e sono le OING stesse che possono scegliere i loro rappresentanti nelle Commissioni governative e in altre commissioni ufficiali. Perciò anche le OING che si battono per obiettivi che altri possono considerare scomodi o difficili hanno la possibilità di usare efficacemente la loro esperienza, portando i loro quesiti e proposte. È a questo punto che, gradualmente, l’interesse della FECRIS ad essere dei nostri diviene ovvio.

 

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All’interno della Conferenza OING creiamo raggruppamenti basati su temi comuni per elaborare opinioni comuni, ma anche per scambiarci opinioni e mettere al corrente gli altri delle rispettive battaglie, in modo da abbattere le barriere correnti nella società civile organizzata che indeboliscono la sua capacità a contribuire efficacemente alla formazione di opinione pubblica e direttive.

 

In tali raggruppamenti esistono alcuni ideali su cui tutti si trovano d’accordo, poiché la posizione centrale è quella della libertà individuale. Tra questi dieci raggruppamenti, citerò solo quelli che possono più in particolare interessare la FECRIS:

 

-         diritti umani in senso generale;

-         questioni generali inerenti la salute;

-         Lo Statuto Sociale Europeo e le politiche sociali;

-         Educazione e cultura.

 

Tutti voi conoscete il Tribunale Europeo dei Diritti Umani che ha sede a Strasburgo e che supervisiona l’applicazione della Convenzione Europea dei Diritti Umani e, in tale contesto, gli articoli 9 e 11 sono particolarmente significativi per la lotta che avete intrapreso:

 

-         articolo 9: libertà di pensiero, coscienza e religione;

-         articolo 11: libertà di frequentazione e di associazione.

 

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Voglio illustrarvi brevemente perché è così importante che siate presenti, in questo momento particolare, al Consiglio d’Europa.  All’ultimo Summit dei Capi di Stato e di Governo del Consiglio d’Europa (era solo il terzo perché il Consiglio d’Europa ha pochissimi fondi e ha organizzato soltanto tre summit del genere in 56 anni di vita) è stato deciso che il dialogo interculturale è un argomento significativo su cui il Consiglio d’Europa dovrebbe lavorare.

 

È in preparazione una Carta Bianca sul dialogo interculturale in cui saranno discussi i fondamenti e le condizioni per tale dialogo. Il rispetto dei Diritti Umani è ovviamente una delle condizioni. È evidente l’urgenza di chiudere la porta alla tendenza a “tollerare”, alla disponibilità a sopportare, a rassegnarsi – a permettere – qualsiasi cosa con il pretesto che si tratta di libertà individuale, protetta dalla Convenzione Europea dei Diritti Umani. Naturalmente difendiamo senza riserve i Diritti Umani – ma c’è un problema – che voi conoscete molto bene. È il pericolo che con il pretesto di proteggere la libertà di pensiero e la libertà di religione si finisca per difendere precisamente quelle azioni che sono contrarie alla libertà individuale. La Conferenza OING sarà consultata per la bozza di tale Carta Bianca che delineerà le condizioni per il dialogo interculturale. Questa consultazione avrà luogo alla fine del 2006 e all’inizio del 2007.

 

L’Anno Europeo del dialogo interculturale previsto dall’Unione Europea avrà luogo nel 2008; la Carta Bianca del Consiglio d’Europa dovrà essere pronta prima dell’inizio di questo Anno Europeo. Essa tratterà concetti essenziali anche per la vostra battaglia. Ad esempio dovrà chiarire ciò che rientra nella libertà di religione e ciò che non vi rientra. La libertà di pensiero non significa che ognuno ha il diritto di fare qualsiasi cosa, e dipende da voi far notare i fatti – ed insieme dobbiamo avere il coraggio di affermare che vi sono persone che abusano delle libertà che la Convenzione Europea sui Diritti Umani protegge. Prima che la FECRIS ottenesse lo status partecipativo ho ricevuto telefonate ed e-mail. Dobbiamo avere il coraggio di parlare, non possiamo accettare qualsiasi cosa e c’è un altro esempio, è la mutilazione genitale delle ragazze. Ci sono persone che la giustificano e che vorrebbero tollerarla dicendo “lo fanno nel nome della loro cultura”. Siamo tutti d’accordo che nessuna religione richiede tale mutilazione, ma a quel punto dicono che è nel nome di una cultura specifica. Anche alcuni militanti di ONG dicono, in buona fede, “sì, ma dovremmo capire questo o quello”. No, nei nostri paesi non accettiamo questo tipo di comportamento, è vietato dalla legge e dovremmo dirlo, anche se corriamo il rischio di essere trattati da anti- non so cosa. Perché è importante per l’umanità, per la sua libertà e il suo benessere – e per questo motivo conto molto su di voi.

 

L’altro progetto che ricorderò brevemente è la raccomandazione relativa allo statuto di ONG e la definizione del diritto di associazione su cui il Consiglio d’Europa vuole elaborare. Anche questo è un punto che vi riguarda poiché qualsiasi gruppo con scopi illeciti può chiedere il riconoscimento con la pretesa che sta difendendo i Diritti Umani, o qualsiasi altro ideale generoso. Come rappresentanti di ONG dobbiamo vigilare poiché non tutto ciò che viene definito ONG è raccomandabile. Vi sarà un Comitato di esperti che preparerà questa raccomandazione e un rappresentante della conferenza OING vi prenderà parte. Anche in questo caso conto sul vostro contributo per chiarire i concetti grazie alla vostra esperienza e conoscenza.

 

Ho molto apprezzato essere tra voi e vi auguro un proficuo Convegno che vi aiuterà a lavorare con rinnovata energia. E continueremo insieme.

 



[1] Organizzazione internazionale non-governative