Nicole Bétrencourt

Scrittrice, psicologa

 

Lo sciamanismo, una via internazionale per un nuovo uso delle droghe

 

 

Da più di tre anni, per scrivere un libro di prossima pubblicazione, sto conducendo un’indagine sulle derive dello sciamanismo allucinogeno. Lo sciamanismo, che si ricorda è la più vecchia forma di religione osservata dall’alba dei tempi, torna in auge in Occidente nell’ambito dell’esoterismo popolare.

 

Questo sapere antico dei primi popoli suscita un’eco favorevole tra chi aspira a valori spirituali o ad una certa forma di sacro. Dopo aver letto libri o assistito a conferenze, diverse persone si sentono sedotte dalla sua pratica. Ma la loro credulità può essere abusata da ciarlatani che propongono a chi è alla ricerca di una nuova esperienza, delle pseudo- pratiche sciamaniche non sempre inoffensive, soprattutto quando sono associate alla droga. I leader di questi gruppi sono spesso noti alla MIVILUDES e alle associazioni di vittime che appartengono alla rete della FECRIS.

 

Le tradizioni sciamaniche più apprezzate sono quelle che nei loro rituali usano le droghe, in particolare le droghe amazzoniche e il potente allucinogeno ayahuasca, che ha effetti simili all’LSD. Il racket tocca anche altre droghe sacre. Molto simile all’ayahuasca, si nota oggi la preoccupante ascesa dell’iboga, l’LSD africano della tradizione dei Bwiti.

 

Prima di queste derive l’uso dell’ayahuasca si limitava al circolo ristretto dell’Amazzonia. Si tratta di una medicina tradizionale che cura le popolazioni locali; viene usata dagli sciamani d’Amazzonia, chiamati “ayahuasqueros”, nell’ambito di riti magico-religiosi che si tengono di notte. Essi ritengono che le malattie siano di origine magica, concezione opposta a quella occidentale. L’ayahuasca è una bevanda sacra millenaria composta da due piante: l’ayahuasca, che ha dato il nome alla bevanda, una liana gigante (il banisteriopis caapi) che cresce in abbondanza nella foresta amazzonica e la “chacruna”, che contiene DMT, uno stupefacente vietato a livello internazionale.

 

Dal punto di vista naturale la bevanda sacra degli Indiani d’Amazzonia è fortemente allucinogena. I suoi effetti sono simili a quelli dell’LSD, lo psicoattivo di riferimento. Gli amazzonici l’hanno soprannominata "Liana della Morte". Ed è questa che sta conoscendo una nuova espansione in Europa. Diffusa da micro-gruppi settari, ha acquisito lo status di temuto strumento chimico di manipolazione. La somma di questi gruppuscoli allucinogeni, spesso indipendenti gli uni dagli altri, creano una nuova nebulosa settaria insidiosa e difficilmente identificabile.

 

L’ayahuasca permette ai ciarlatani, ai guru del “Benessere”, della medicina e della psicoterapia di fare commercio di tecniche comportamentali destrutturanti che mietono vittime in numero sempre crescente. Tutte le sette sopravvivono mascherandosi, e lo pseudo sciamanismo amazzonico non fa eccezione. Per illustrare il meccanismo di seduzione che i leader di gruppuscoli allucinogeni utilizzano per reclutare seguaci, e il modo in cui arrivano a convincere che la droga amazzonica sia medicamentosa, porterò la mia personale testimonianza dell’esperienza vissuta in uno di tali gruppi settari allucinogeni.

Nell’ambito della mia inchiesta mi sono infiltrata in questo ambiente molto chiuso e ho assunto la droga amazzonica. Alla seconda assunzione, invece di fare un viaggio sciamanico ho avuto quello che viene definito un “Bad Trip” provocato dai suoi potenti effetti. Preciso che sono rimasta solo vittima della droga in sé e non della dominazione settaria, come succede invece ad altre vittime. Una specie d’incidente di percorso spintosi troppo oltre l’inchiesta. Non raccomando a nessuno di fare altrettanto perché sfuggire alla pressione delle regole di un gruppo alluginogeno non è così facile. Sono caduta soltanto in una parte della trappola tesa da due leader, come purtroppo ce ne sono tanti in Francia, in Belgio e in Europa.

 

Le vittime di questa nebulosa pseudo-sciamanica subiscono una doppia sottomissione – sia chimica che settaria – riportata in auge dal dott. Gilbert Pépin, farmacologo. La manipolazione mentale porta a uno squilibrio psicologico che rientra nella legge About-Picard.

 

L’idea di scrivere sulle derive dello sciamanismo mi è venuta dopo alcuni incontri con un amico medico, un sessantottenne che fuma uno spinello di tanto in tanto ed è sempre alla ricerca di nuovi metodi di cura alternativa o di nuove psicoterapie esistenziali. Col passare dei mesi ho assistito al cambiamento di questa brillante personalità, e mi sono incuriosita.

 

Entusiasta mi raccontò le sue esperienze con l’ayahuasca, che beveva da qualche mese in Francia e in Perù. I colori, le sensazioni che descriveva mi fecero pensare ai racconti psichedelici che avevo letto. Sconosciuta in Europa e chiamata dal mio amico la “Pianta”, egli non concepiva l’ayahuasca come una droga. Stranamente, nonostante fosse medico, non immaginò  per un solo istante che si trattasse di una droga come l’LSD. Era affascinato dall’ambiente che circondava l’assunzione della bevanda amazzonica e delle virtù curative della pianta, che si diceva potesse risolvere tutti i malesseri fisici e psicologici dell’occidentale in virtù della prospettiva di “Cambiamento di Paradigma” invocata da Jean-Pierre Jougla

 

In Francia l’amico medico era stato iniziato da Guillermo Vilar, sciamano peruviano ed eroe del film documentario di Yan Kounen “Altri Mondi”. Tutti i partecipanti alle selvagge sedute dello sciamano venivano introdotti per cooptazione e selezionati con cura: gente dello spettacolo, medici, psicologi, psicoterapeuti… A quell’epoca l’ayahuasca non era classificata come stupefacente. La si importava dal Perù. E non si deve dimenticare che l’informazione porta essenzialmente alle droghe dei narcotrafficanti.

 

Mi resi ben presto conto che questo amico era vittima di una truffa. In realtà era vittima della doppia sottomissione chimica e settaria di cui ho parlato prima, e non riusciva a vederla. L’idea di scrivere un libro sull’argomento per denunciarne le derive mi affascinava sempre di più. Non avevo mai preso l’ayahuasca, né altre droghe. Constatai velocemente, nel corso della mia inchiesta sul campo, che lo sciamanismo amazzonico era mutuato da sincretismi new age che snaturavano la tradizione originale degli sciamani amazzonici.

 

Con la complicità dell’amico medico mi introdussi sotto copertura in quell’ambiente molto chiuso. Entrambi ci iscrivemmo a un seminario di sciamanismo dove si assumeva illegalmente l’ayahuasca. Era organizzato da un argentino, insegnante di yoga kundalini e dal suo compagno, un massaggiatore sensitivo e prete del patriarcato ortodosso della filiazione apostolica di Antiochia. Una delle loro seguaci, un’infermiera ospedaliera, ci aveva messo a disposizione per il week-end la chiatta fluviale su cui viveva il suo compagno attore; la chiatta era attraccata sulla riva della Senna a a Saint-Germain-en-Laye.

Ho partecipato a due sedute, con un intervallo di un mese l’una dall’altra, tra il gennaio e il febbraio 2002. Eravamo in quindici. A bordo il mio sguardo fu attratto da tre persone che, come appresi in seguito, erano madre e due figli, un ragazzo e una ragazza sui vent’anni. Erano venuti per seguire una specie di terapia familiare insolita a base di “Pianta”, al fine di liberarsi dalla dominazione del capo famiglia, un alcolista.

 

 Imbarcata a bordo per la notte seguii i preliminari della seduta di yoga kundalini, una  guarigione di gruppo che aliena leggermente della realtà, ma giocosa e divertente se la si guarda con distacco; gli adepti però la prendevano molto sul serio sottomettendosi mentalmente e assumendo regolarmente l’ayahuasca, offerta dai due leader. Al momento dell’ingestione della bevanda sacra, distribuita in un’ambientazione molto new age con fumi di incenso e canti pseudo-indiani, cercai di trovare il modo per saltare il turno, ma venni incitata e, sotto la pressione del gruppo, bevvi la bevanda amazzonica. Gli “spacciatori new age” avevano organizzato tutto in modo che fosse impossibile sfuggire alle maglie della rete.

 

In quel primo week-end andò tutto bene, non ebbi particolari effetti dall’assunzione della droga, avevo le idee chiare senza allucinazioni. Soltanto le emozioni e l’immaginazione erano più acute. Ne approfittai per osservare il gruppo. Vidi dei partecipanti sofferenti che vomitavano, piegati in due dall’angoscia e dal dolore. I due guru erano presenti e vicini ai partecipanti, quasi tutti clienti del loro studio. Il rituale pseudo-sciamanico era un complemento al lavoro individuale fatto con lo yoga e la terapia olistica.

 

Tra le due sessioni sulla chiatta trascorse circa un mese. Mi sono resa conto in seguito che la droga aveva già creato una dipendenza che cercavo di nascondere. Ero in febbrile attesa della seduta successiva, e attribuivo la mia impazienza alla necessità di proseguire le mie ricerche per il libro.

 

Quando però presi la droga per la seconda volta, sempre nello stesso ambiente new age, provai un dolore folgorante alla testa. L’unica cosa che ricordo dopo aver gridato “Aiuto” e prima di cadere priva di conoscenza per un tempo lunghissimo, so che mi insultarono chiedendomi di tacere, per non disturbare l’esperienza degli altri. Quando ripresi i sensi provai sensazioni degne di un libro di Stephen King. Nessuno mi venne in aiuto. Né i due leader, né il mio amico medico inchiodato dall’effetto della droga, né alcun altro seguace. Ho saputo in seguito che tanti di loro avevano pensato che fossi morta, e che i due avevano ordinato di non soccorrermi.

 

Impiegai due settimane per riprendermi da questo “viaggio negativo”. Avevo avuto una decompensazione psichiatrica transitoria curabile ambulatorialmente. Circostanze rocambolesche mi hanno permesso di sbarazzarmi dei due leader e dell’amico medico che si erano alleati contro di me e, per evitare che testimoniassi contro di loro, avevano cercato di convincermi di aver fatto un viaggio sciamanico negli Inferi.

 

Il gruppo nel quale mi sono infiltrata è uno dei tanti che in Europa propongono l’ayahuasca. Un buon numero di persone è rimasto vittima dell’influenza chimica e settaria del pseudo-sciamanismo amazzonico. Ho incontrato vittime che con il tempo sono state destrutturate psicologicamente. Il consumo di questa droga amazzonica fatto in un ambiente settario ha indotto decompensazioni psichiatriche, casi di suicidio avvenuti a qualche mese di distanza dall’assunzione, coma e decesso per overdose. Tante vittime dirette non vogliono fornire la loro testimonianza alle associazioni di vittime per timore di ritorsioni, i leader le convincono che possono punirle con rituali di stregoneria.

L’assunzione di ayahuasca nei gruppi europei è solo la tappa preliminare prima di recarsi in Perù, viaggio che completa la dominazione chimica e settaria. I postulanti allo sciamanismo, una tecnica di psicoterapia umanista come un’altra, si recano in campi di vacanze insoliti dove si riuniscono e si prendono cura dello spirito e del corpo con l’ayahuasca, cosa che in teoria dovrebbe aiutarli ad effettuare il “cambiamento di paradigma”.

 

Vi sono degli elementi costanti in tutti i leader dello pseudo-sciamanismo e ho stilato il loro profilo. Per questi uomini influenti il dibattito dovrebbe essere spostato dalla droga e pratiche associate alla libertà individuale e religiosa.

 

Il leader dello pseudo-sciamanismo può essere:

 

 

moderno e il neo-sciamanismo.

 

Tra il Perù e l’Europa si è sviluppato un turismo psico-spirituale. Nel paese sudamericano gli occidentali consumano l’allucinogeno e altre piante locali tossiche in tutta legalità, nell'ambito di comunità terapeutiche specializzate nella cura della tossicomania e di squilibri psico-spirituali in ogni genere.

 

Il centro d’accoglienza più importante è quello di T.., un centro di disintossicazione diretto da un medico francese, già membro di Medici Senza Frontiere e con un passato di droghe pesanti. Ufficialmente questo centro di medicina naturale si presenta come una comunità terapeutica, modalità di trattamento per tossicodipendenti che in Francia non esiste più dopo le derive settarie di L.Engelmajer, il Patriarca.

 

In alcune parti del mondo le comunità terapeutiche (CT) sono una modalità di cura per la tossicodipendenza. Il loro funzionamento s’ispira al modello anglosassone di Synanon e di Daytop. Per riassumere la storia di Syanon, fu fondato da Chuck Dederich che instaurò metodi coercitivi trasformando Syanon in setta. Il modello di CT italiano, che include l’aspetto spirituale, è molto apprezzato in America Latina. T…è dunque ufficialmente una comunità terapeutica riconosciuta dallo stato peruviano che originariamente curava, con la medicina locale, i tossicodipendenti del posto.

 

È possibile accedere al sito Internet della CT di T…dove viene presentato il suo programma di disintossicazione con ayahuasca e altre piante tossiche amazzoniche, oltre a tecniche psicoterapiche alcune delle quali sono conosciute per il loro potenziale uso come strumenti psicosettari (come la respirazione olotropica di Stanislav Grof, leader del movimento transpersonale).

 

Mi chiedo quali siano validità e pericolosità di un programma in cui i drogati sono disintossicati con un’altra droga, l’ayahuasca, un LSD-simile, e altre piante altamente tossiche come la datura, e l’uso di tecniche psicoterapiche che inducono SMC (stato modificato di coscienza).

 

Questo programma di cura per tossicodipendenti è contestato dalla comunità scientifica ufficiale, ma reso possibile dai guru della medicina alternativa. Questo consenso è ben lontano dai criteri definiti dall’OMS in materia di medicina tradizionale (MRT) e di cure primarie in paesi sottosviluppati sul piano medico. Ma la medicina degli ayahuasqueros è stata reintrodotta ufficialmente in Amazzonia dal programma AMRITA 2000.

 

Il direttore di T… si reca regolarmente in Francia per tenere conferenze, pubblica

articoli in riviste specializzate in Nuova Spiritualità e con il suo carisma indiscutibile recluta  candidati per un viaggio in Perù per assumere ayahuasca, che in quel paese è legale, e per i suoi insegnamenti, in cui consegna le “Nuove Chiavi” per il "cambiamento di paradigma”.

 

T.. propone degli stage per adolescenti tossicodipendenti e non, per assaggiare lo spirito della pianta e dedicarsi a riti pseudo-sciamanici; offre anche dei seminari di sviluppo psico-spirituale per adulti non tossicodipendenti.

Questo tipo di centro deve essere finanziariamente redditizio visto che l’ex socio di questo medico, uno spagnolo, ha fondato un altro centro più specializzato nello sviluppo psico spirituale. Il suo programma è molto fantascientifico e parla di incontri con antenati ancestrali dell’umanità venuti da altri pianeti, come i serpenti draghi.

Quando mi sono imbarcata sulla chiatta i miei due leader organizzavano viaggi in Perù diretti al centro del guru spagnolo. A due anni di distanza loro stessi hanno fondato un proprio centro in Perù giudicato deviante da certi emuli dello pseudo-sciamanismo.

 

In questo libro nero dello sciamanismo tutto è manipolazione di concetti: dall’ecologia all’antropologia, dalla psicologia alla medicina alternativa ai concetti scientifici.

 

La farmacologia dell’ayahuasca è soggetta alla manipolazione di concetti scientifici. I leader evitano di paragonare l’ayahuasca all’LSD, uno stupefacente proibito. Se ammettono che l’ayahuasca contiene DMT, uno stupefacente vietato ma meno noto, usato nell’era psichedelica per il suo aspetto ricreativo, insistono però sull’azione serotoninergetica dell’ayahuasca, effetto constatato per una classe di antidepressivi (AD). L’ayahuasca non sarebbe tossico e non creerebbe dipendenza. In breve, una panacea per tutti i mali che guarirebbe tutto, anche il cancro. Ma che ne facciamo dei suoi effetti collaterali, anche psichiatrici?

 

Le caratteristiche e gli effetti secondari dell’ayahuasca sono in parte quelli del LSD,  con una componente farmacologica ed effetti collaterali sconosciuti, come ha sottolineato il dott. Gilbert Pépin.

 

Secondo i ciarlatani dello sciamanismo vi sarebbero pochissime vittime. E quando ci sono si tratta più spesso di eccezioni per non aver seguito le raccomandazioni sull’uso dell’ayahuasca. Non sono quelle costatate dalle associazione di vittime o dai medici, ma sono piuttosto il risultato di attacchi degli spiriti maligni, della stregoneria e della magia. Il loro punto di vista è di natura parapsicologica e pseudo scientifica.

 

Se i ciarlatani negano i pericoli dell’ayahuasca, sembrerebbero però inclini a farsi domande sull’iboga (droga e riti associati), considerata più pericolosa della droga amazzonica.

 

Ciò che si cerca nell’assumere ayahuasca è l’apertura della coscienza, lo stato modificato di coscienza presupposto paragonabile alla trance sciamanica. Serve una stimolazione “ad ogni costo” data da un allucinogeno chiamato enteogeno, una zona del cervello che Vilayanur Ramachandran dell’università di San Diego ha chiamato il “Modulo di Dio”.

 

La letteratura scientifica si mostra particolarmente elogiativa verso l’ayahuasca. Realtà sorprendente, ma quando si guarda  più da vicino ci si rende conto che deriva della ricerca psichedelica tollerata oltreoceano, in condizione draconiane, dalla FDA. Nel 1992 e 1996 il direttore di T… ha scritto su MAPS (la rivista della ricerca psichedelica) degli articoli sulla cura della tossicodipendenza con piante amazzoniche. Attualmente l’ayahuasca è allo studio della etnomedicina della ricerca psichedelica. Di contro la letteratura scientifica classica è molto specifica sugli effetti secondari dell’LSD e del DMT.

 

Solo gli europei che, precisiamolo, non fanno ricerca psichedelica, denunciano i pericoli dell’ayahuasca: Gilbert Pépin, farmacologo francese esperto presso i tribunali e lo svizzero Laurent Rivier, tossicologo.

 

In Europa vi è un’importante disparità a livello di classificazione dell’ayahuasca. Mentre il DMT è proibito ovunque, non è lo stesso per l’ayahuasca e per altri allucinogeni naturali. L’ayahuasca è legale in Belgio, ammessa nei Paesi Bassi in ambito religioso ma vietata in Italia, Spagna e Francia. L’iboga è autorizzata in Francia ma proibita in Belgio. C’è di che perdersi in materia di legislazione europea…

 

I leader approfittano del vuoto giuridico europeo per reclutare adepti a piene mani, e organizzano stage nei paesi in cui l’allucinogeno non è proibito. Intanto l’elenco delle vittime si allunga.

 

Nella primavera del 2005 le autorità sanitarie francesi (ASSAPS) hanno inasprito la proibizione dell’ayahuasca sul suolo francese, classificando la liana assente del biotopo europeo. Ma la proibizione dell’ayahuasca nel resto d’Europa resta comunque un problema di grandi dimensione, al di là del DMT.

 

La farsa dei processi europei contro il Santo Daïme, dove la daïme, altro nome per l’ayahuasca, viene assunta come sacramento illustra l’ambiguità del vuoto giuridico europeo e la tolleranza del suo consumo in ambito religioso. Questa chiesa spiritista del condomblé brasiliano è legale in Brasile, così come l’ayahuasca lo è in ambito religioso. In Brasile, d’altronde, la DMT non è proibita. Il Santo Daïme è una forma di sciamanismo popolare.

 

Se il Santo Daïme è presente in Brasile è perché in quel paese la dottrina spiritista appartiene agli usi locali. Il Brasile è il primo paese al mondo a diffondere la letteratura spiritista, in particolare quella di Allan Kardec. I blibliobus spiritisti percorrono tutto il paese, sia nelle campagne che nei centri urbani. Il Movimento spirituale ha le sue opere caritative che vanno dagli asili nido agli ospedali psichiatrici, passando per le scuole e le case di riposo per anziani.

 

Il Santo Daïme ha anche ramificazioni in Europa, indagate per questioni giudiziarie. Innanzitutto il processo olandese nel 2001, e nel 1999 sei francesi furono arrestati a Parigi per consumo di daïme. L’accusa contro di loro fu consumo di DMT, mentre non è stato perseguito il carattere settario della chiesa allucinogena.

 

In questi due paesi dell'Unione Europea i daïmisti sono stati accusati per possesso, trasporto e consumo di sostanze illecite. In Olanda l’ayahuasca è una droga illegale per il suo contenuto di DMT, come l’eroina e la cocaina. Gli argomenti comuni della difesa che hanno scagionato gli accusati in Olanda e in Francia sono stati che non esiste alcun presupposto scientifico per affermare che il DMT “naturale” sia una droga che mette a rischio la salute pubblica. Il DMT sequestrato era in quantità insufficiente per provare la sua tossicità.

 

Ho assistito alle due fasi del processo francese, che si è svolto al Palazzo di Giustizia di Parigi nel 2003, con appello nel 2004. L’esperto Jace Callaway, ricercatore psichedelico, ha testimoniato per la difesa ad entrambi i processi europei sostenendo l’assenza di pericolosità dell’ayahuasca nel contesto religioso del Santo Daïme. Durante l’udienza del processo francese a Parigi, la perizia del dott. Gilbert Pépin, fatta su campioni prelevati dai bidoni di daïme sequestrati al momento dell’arresto dei daïmisti, è stato evocato a fior di labbra. Uno degli avvocati della difesa del processo francese, sostenitore della depenalizzazione delle droghe cosiddette leggere, ha fatto i giochi di prestigio tipici della sua professione e ha definito il daïme “sidro dei tropici”. Immagino che non lo abbia mai assunto e non sia mai stato vittima di un trip negativo. Da sottolineare che uno degli altri avvocati della difesa aveva già patrocinato rappresentanti di sette che avevano avuto problemi con la giustizia.

 

Nel 2005 la farsa del Santo Daïme ha visto un’altra puntata. In Italia nel marzo del 2005 una ventina di daïmisti sono stati arrestati dalla polizia antimafia per consumo di DMT. Sono in attesa di giudizio.

 

Però dopo la sentenza francese vi è stata una nuova accettazione del consumo di ayahuasca in ambito religioso concessa nel Nuovo Messico all’Unione Vegetale (un ramo del Santo Daïme). Preciso che l’Unione Vegetale è ufficialmente oggetto di studio da parte del dipartimento di etnomedicina dalla ricerca psichedelica per il suo uso rituale del “tè” (un altro nome del daïme).

 

Il futuro ci dirà se la giustizia italiana si allineerà su questa tolleranza religiosa internazionale o se verrà dimostrato il carattere settario del Santo Daïme in Europa. La rivista MAPS autunno-inverno 2005-2006 illustra le ultime ricerche sull’uso curativo dell’ayahuasca in medicina alternativa nell’ambito del rituale del Santo Daïme, studiato nel villaggio amazzonico Céu Dio Mapià.

 

Concludo con degli argomenti freschissimi raccolti da un presidente di associazione del Sud-Ovest della Francia. Una settimana fa a Tolosa si è tenuto un congresso di etnomedicina. Radunava gli opinion leader dello pseudo-sciamanismo, divenuto un percorso internazionale e reale per un nuovo uso settario delle droghe. Certi medici, sensibilizzati all’etnomedicina, pensando di trovarvi materiale su cui riflettere si sono sentiti offesi dai contenuti del convegno e sono pronti a reagire per smascherare l'inganno.

 

Tra il pubblico vi erano ragazzi di 18 anni, pubblico dei rave-party dove certi indizi lasciano supporre un aumento del consumo di droghe simile a quello degli anni 70, ragazzi che potrebbero essere affascinati dalla maschera seduttrice dello sciamanismo, diffuso da spacciatori del terzo millennio liberi di agire se non si farà nulla per ostacolare il fenomeno.

 

L’uso dell’ayahuasca rischia di venire banalizzato. È quanto accaduto con l’ecstasy, ormai vent'anni fa. La stampa incensava questa droga per le sue capacità di aprire la coscienza, per il senso di empatia molto new age. Oggi, è una piaga che fa strage nei rave- party.

 

Grazie per l'attenzione.

 

Fonti: Ayahuasca Connection

Progetto: Il libro nero dello Sciamanismo