Difficoltà incontrate nella difesa delle vittime delle sette
Riunione degli avvocati europei 9 Giugno 2001

Premessa

Il tema oggetto del presente memorandum potrebbe sorprendere, visto che l’opinione pubblica non lo considera altrettanto sensibile, ad esempio, della droga, della pedofilia, degli abusi sessuali, dell’assassinio o del riciclaggio del denaro. Ciò nonostante, si tratta in ogni caso di crimini che, nel fenomeno delle sette, sono dissimulati da motivazioni di stampo falsamente religioso, filosofico, terapeutico, o attinenti al raggiungimento di una realizzazione personale, al supporto psicologico, o addirittura psichiatrico.

L’obiettivo del presente memorandum è sensibilizzare Autorità europee, Ministri degli Interni e della Giustizia, Parlamentari, Commissari europei, Rappresentanti del Consiglio d’Europa, ecc …

In tale prospettiva, abbiamo riunito 23 giuristi originari di nove Paesi europei che, durante una giornata di lavoro, hanno messo a confronto le proprie esperienze. Li ringraziamo tutti sentitamente, in particolare Marie Anne Donsimoni, Avvocato del Foro di Marsiglia, che ha analizzato e sintetizzato questo ricco scambio di esperienze.

Questo testo preliminare fornisce alcune informazioni generali, volte a meglio inquadrare la problematica e la situazione attuale, e cita alcune sentenze, interventi e prese di posizione rilevanti.

A tale effetto, ci siamo riferiti all’opera di Pierre Rancé e Olivier de Baynast: l’Europe judiciaire, pubblicata nel 2001 dalle Edizioni Dallos.

________

LA NECESSARIA ELABORAZIONE DI UN’EUROPA GIUDIZIARIA

"La fiducia tra ordinamenti giudiziari non si può imporre, ma deve basarsi su una cultura giudiziaria comune e sulla conoscenza di ordinamenti giuridici necessariamente differenti. E’ quindi necessario formare i magistrati alle realtà dell’Europa".

(L’Europe judiciaire - Pierre Rancé e Olivier de Baynast - Edizioni Dallos 2001)

"Bisogna ormai superare il riflesso abituale, che consiste nel considerare la giustizia come un monopolio delle sovranità nazionali. Questa necessità è evidente in campo penale, dove la criminalità ignora sempre più spesso le frontiere e richiede un’organizzazione a livello europeo della polizia e della giustizia, unica garanzia per una lotta efficace contro di essa".

"Tale affermazione si applica allo stesso modo anche al diritto civile, poiché l’applicazione della libera circolazione delle persone ha suscitato vertenze che riguardano tutti i campi della vita: salute, lavoro e sicurezza, senza dimenticare il matrimonio, il divorzio ed il problema dell’affidamento dei figli".

(Elisabeth Gigou, al Colloquio dei Magistrati europei per la democrazia e le libertà, Medel)

"Consiglio d’Europa, trattato di Roma, accordi di Schengen, trattato di Maastricht; all’ombra di questa Europa, in visibile costruzione, ufficiale e rispettabile, si nasconde un’altra Europa, più discreta ma meno encomiabile: l’Europa dei paradisi fiscali che prospera senza vergogna, grazie ai capitali cui presta indulgente rifugio; l’Europa delle piazze finanziarie e degli istituti bancari, dove il segreto bancario costituisce troppo spesso un alibi e un paravento. Questa Europa dei conti numerati e del riciclaggio è al servizio del denaro della droga, del terrorismo, delle sette, della corruzione e delle attività di stampo mafioso".

(Appello di Ginevra: per iniziativa di sette magistrati, tra cui il giudice francese Van Ruymbeke ed il Procuratore Generale di Ginevra Bernard Bertossa, seguiti da 400 magistrati francesi).

COME SI PRESENTA OGGI L’EUROPA GIUDIZIARIA ?

Le competenze e le prerogative giudiziarie sono ancora oggi condivise tra due versanti dell’Europa:

QUALI SONO I DIVERSI ORGANI DECISIONALI ?

A livello dell’Unione europea:

Sul piano comunitario, il diritto d’iniziativa e la codecisione sono condivisi dalla Commissione europea e dal Parlamento. Si tratta del primo pilastro, essenzialmente costituito dalle questioni economiche e, nel 2004, dalla cooperazione giudiziaria civile.

Sul piano intergovernativo, le decisioni vengono prese, con poteri sovrani, dagli Stati. Si parla in questo caso di secondo pilastro, essenzialmente costituito dalla Politica Estera e dalla Sicurezza Comune (PESC) e di terzo pilastro, vale a dire la cooperazione europea in materia di giustizia e di questioni interne, tra cui, in particolare, la giustizia penale. (Per quanto concerne la giustizia civile, il trattato di Amsterdam del 1999 ha previsto che diventi materia comunitaria nel 2004. Al terzo pilastro resteranno i poteri di polizia e la cooperazione giudiziaria penale).

RECENTI DECISIONI

A titolo informativo, è interessante citare alcuni accordi, convenzioni o decisioni importanti, che dimostrano che l’elaborazione dello Spazio giudiziario europeo non sarà più un’utopia, come alcuni temevano. A tale riguardo, la FECRIS desidera dare il proprio contributo.

LA FORMAZIONE DEI MAGISTRATI

La Scuola Nazionale della Magistratura di Bordeaux e le analoghe scuole in Olanda, Portogallo, Grecia, Germania e Gran Bretagna, seguite dai centri europei di Maastricht e di Treviri e infine dalla "Rete di Lisbona", che comprende le istituzioni a livello del Consiglio d’Europa, hanno portato avanti iniziative che si sono concretizzate nella creazione di:

_____________________

Riunione degli avvocati europei

9 Giugno 2001

La riunione organizzata dalla FECRIS, cui hanno partecipato numerosi avvocati, giudici e giuristi europei, allo scopo di confrontare le reciproche esperienze in materia di sette e di comportamenti di queste ultime, si è rivelata particolarmente interessante per lo scambio di informazioni tra i diversi operatori presenti. In una prospettiva europea, ciascuno ha potuto raffrontare, in funzione delle istanze giudiziarie del Paese di appartenenza, le difficoltà incontrate in tema di difesa delle vittime delle sette.

Dopo aver proceduto ad un inventario concreto, che ha consentito inoltre una presa di coscienza riguardo alla rilevanza giudiziaria che le diverse legislazioni devono riconoscere alla lotta contro il fenomeno delle sette, al progresso e al significativo rafforzamento di alcune leggi, i presenti hanno formulato alcune raccomandazioni, a partire da una riflessione comune, volta a offrire soluzioni destinate a migliorare non solo il destino delle vittime delle sette, ma anche la lotta e i rimedi contro i comportamenti di queste ultime.

Come dimostrato da tale riunione, la FECRIS ha preso coscienza del fatto che una delle principali metodologie per lottare contro le sette consiste innanzi tutto nel confronto tra i diversi ordinamenti giudiziari europei, che, in materia di sette, devono basarsi su una cultura giudiziaria comune, capace di superare anche le eventuali differenze.

La FECRIS, rappresentata dal suo Presidente, Jean Nokin, ha posto quindi l’accento sulla necessità di approfondire la conoscenza, da parte di alcuni giudici, della realtà delle sette, per permettere che la loro esperienza possa entrare a far parte di un’autentica rete europea di formazione giudiziaria in tale materia, volta alla promozione di una cultura giuridica e giudiziaria comune.

La FECRIS deve quindi partecipare a questa nuova rete giudiziaria, civile e penale, nella prospettiva di creare, grazie al supporto di giuristi, un’effettiva cooperazione giudiziaria, volta a semplificare l’assistenza alle vittime europee delle sette, facilitando l’accesso di queste ultime alla giustizia civile e penale, in tutti i Paesi dell’Unione.

In questo senso, l’attuazione della rete giudiziaria civile, che dovrebbe essere realizzata entro il 2002, consentirà di stabilire dei collegamenti tra i punti di contatto indicati dagli Stati membri; tali punti di contatto saranno costituiti da magistrati e funzionari delle amministrazioni centrali, incaricati sia di promuovere una corretta applicazione ed un valido utilizzo della cooperazione giudiziaria civile, in particolare in tema familiare, sia di suggerire le riforme da applicare. Le Autorità verranno esortate a far rispettare le leggi esistenti.

A detta rete sarà demandata la creazione di un sistema informativo destinato al pubblico, che fornisca agli interessati le spiegazioni necessarie per poter ricorrere alla giustizia al di fuori del proprio Paese.

Sul piano penale, il Consiglio d’Europa è deciso a rafforzare la lotta contro le forme più gravi di criminalità organizzata e transnazionale, che comprendono, purtroppo, il fenomeno delle sette.

La FECRIS intende quindi partecipare all’elaborazione di questo nuovo spazio giudiziario europeo, e chiede che le ricerche e gli studi da essa effettuati vengano presi in considerazione all’atto della definizione di nuove disposizioni legislative.

In questo senso, la riunione del 9 giugno 2001 costituisce una premessa rispetto alla necessità di sviluppare lo scambio delle migliori pratiche, di rafforzare da un lato la rete delle autorità nazionali competenti in materia di prevenzione della criminalità, e dall’altro la cooperazione tra le associazioni specializzate nella lotta contro le sette e lo sviluppo di programmi nazionali di prevenzione nei confronti di tale forma di criminalità, non meno grave, ad esempio, della criminalità urbana, della delinquenza giovanile o di quella legata alla droga.

Un programma in questo senso dovrebbe ben presto essere finanziato dalla Comunità.

Di conseguenza, la presente sintesi è destinata a raccogliere e riassumere tutte le proposte emerse dall’ordine del giorno del 9 giugno 2001. I diversi contributi hanno permesso di far luce con obiettività sulla situazione dei Paesi europei rappresentati alla FECRIS e sulle rispettive realtà giudiziarie rispetto al problema delle sette.

Grazie alla sua esperienza professionale di magistrato e alla sua diretta partecipazione alla prevenzione del fenomeno delle sette, il relatore ha potuto presentare per sommi capi il bilancio di quest’ultimo decennio, dal primo processo in Francia contro la scientologia, che era stato, in realtà, scarsamente apprezzato dalle autorità giudiziarie, fino al voto della Legge ABOUT-PICARD, in maggio 2001: una legge importante, votata, in particolare, grazie alla tenacia delle associazioni contro le sette, sostenuta dal lavoro delle associazioni, e che prende finalmente in considerazione il delitto di abuso di una situazione di fragilità e di mantenimento in condizioni di assoggettamento.

I diversi Stati rappresentati alla FECRIS hanno potuto esprimersi su diverse tematiche, a partire da un inventario preliminare e dalla constatazione delle carenze delle legislazioni europee in materia di lotta contro le sette (1a parte), nella prospettiva di far progredire l’attuale legislazione, e dimostrando nello stesso tempo le difficoltà di attuazione di tale evoluzione (2a parte).

o-o-o

1a PARTE – Situazione attuale della lotta contro le sette

Vengono riportati qui di seguito i diversi interventi dei giuristi europei, relativi al diritto civile e al mondo associativo.

1. Diritto Civile

a) Diritto di famiglia

b) Le sette e la salute

Su questo tema, tutti i partecipanti presenti alla riunione del 9 giugno 2001 sono concordi nell’affermare che i pubblici poteri incontrano enormi difficoltà nei confronti delle sette che praticano medicine parallele.

Essi denunciano inoltre le diete alimentari dannose per la salute, la circonvenzione dei tossicodipendenti o di coloro che si trovano in situazione precaria, che costituiscono, ovviamente, delle vittime ideali.

c) La captazione di eredità

Il problema della captazione di eredità è inevitabilmente correlato ai maltrattamenti inflitti alle persone in condizioni di fragilità, come gli anziani, vittime ideali per il finanziamento delle sette.

2. Il rafforzamento delle legislazioni a livello del diritto associativo

2a PARTE – Soluzioni e proposte concrete

1. La repressione penale delle deviazioni delle sette

2. La promulgazione di leggi di assistenza per gli ex-adepti delle sette e l’assistenza tutelare:

La discussione ha riguardato una legge relativa ad una tutela temporanea di riflessione, destinata agli ex-adepti in difficoltà.

C’è stata poi un dibattito sul tema della tutela di un individuo maggiorenne.

3. La questione del prolungamento dei termini di prescrizione

Anche se per alcuni tale provvedimento si rivelerebbe ugualmente poco opportuno (è preferibile evitare eccezioni in materia di prescrizione), altri sono convinti della sua utilità, in considerazione del fatto che occorrono alcuni anni perché le vittime diventino consapevoli della circonvenzione subita.

4. Proposte pratiche concrete

La FECRIS si propone di fungere da banca dati per la lotta contro le sette, e intende promuovere la creazione di una rivista specializzata per gli avvocati. Tale cooperazione dovrebbe trovare un supporto finanziario nelle sovvenzioni della Commissione europea e del Consiglio d’Europa.

Sensibilizzazione in Europa, non soltanto nei confronti di dici e procuratori, ma anche rispetto alle autorità amministrative, in particolare quelle a cui sono demandate responsabilità in materia di protezione dei minori.

Creazione di flussi di cooperazione tra organismi responsabili della formazione dei magistrati in Europa.

CONCLUSIONI

Dopo aver constatato le differenze a livello europeo in materia di strumenti di lotta contro le sette, al termine di questa giornata del 9 giugno 2001, che ha permesso una riflessione ed uno scambio di proposte su tale lotta, è sembrato opportuno che gli Stati accettino di modificare le rispettive legislazioni in materia di comportamento delle sette, senza necessariamente giungere a norme uniche, ma assicurando almeno una certa compatibilità, in modo che nell’Unione Europea si possano ottenere sentenze idonee a fornire rapidamente risposte adeguate contro la criminalità delle sette.

Di conseguenza, la FECRIS intende partecipare alla costruzione di uno spazio giudiziario europeo, e chiede che vengano prese in considerazione le seguenti raccomandazioni:

A tale scopo, la FECRIS intende:

  • Partecipare all’informazione delle reti di magistrati, avvocati e giuristi.
  • Partecipare all’informazione delle autorità governative e dell’eventuale rete da esse costituita.
  • Creare una base internazionale di dati (Data bank).
  • ________________